Sì al limone. Ma quanto?

  • Umberto Veronesi inserisce il limone nelle file dei cibi più utili per la prevenzione di qualsiasi tipo di cancro. E direi che ci possiamo fidare ;) . Ma non solo, il limone ci aiuta anche a combattere le infezioni batteriche, i funghi, la depressione, lo stress, i parassiti interni, i vermi, ci depura, ci disintossica, riduce la cellulite eccetera. In altre parole, le patologie che potrebbero migliore con l'uso quotidiano del limone sono numerose, ci si potrebbe scrivere una enciclica ;) . Ovviamente bisogna usare limoni non trattati, consumarli alla giusta maturazione e utilizzarne il succo nel più breve tempo possibile.  Il dubbio sta nel come e quanto limone usare. Sono cresciuta con la convinzione che il limone fosse un astringente, di conseguenza poco consigliato a chi soffre di stipsi. Sbagliato. In realtà se usato la mattina a digiuno aiuta la regolarità intestinale. Tutti almeno una volta abbiamo placato il bruciore di stomaco con un bicchiere di acqua e limone, ma non lo consiglieremmo mai a chi soffre di gastrite. Giusto? Ni. Molti sostengono che a causare l'acidità e il senso di fastidio in soggetti con gastrite non sia il limone in sé, ma piuttosto l'accostamento con altri cibi. Per questo motivo è consigliato bere il succo di limone a digiuno o almeno mezz'ora prima dei pasti. A mio modesto parere l'impatto sul corpo è soggettivo, non tutti gli organismi reagiscono nella stessa maniera. Per esempio, in linea generale ci hanno insegnato che il caffè fa aumentare il mal di testa. Eppure non sono pochi a sostenere il contrario. Basta imparare ad ascoltare il proprio corpo.  In più siti web ho letto di gente che fa delle vere e proprie terapie con il succo di limone. In linea di massima il periodo di cura va dai sette ai ventuno giorni, durante i quali si aumenta gradualmente la quantità di succo di limone da ingerire, per poi diminuirla nuovamente. Quando ho scoperto che c'è gente che arriva a bere il succo di più di dieci limoni al giorno sono rimasta a dir poco stupita. Ok, lo fanno per un periodo limitato, è difficile, oserei dire coraggioso, ma la vera domanda che mi pongo è la seguente: il nostro corpo è in grado di assorbire una simile quantità di succo? Se è sì, a che prezzo? Quali sono i reali benefici di tutto questo limone nello stomaco? Non lo posso sapere con certezza perchè non ho mai fatto un esperimento simile, e non sono così coraggiosa da provarci. Tuttavia, a rigor di logica, se il corpo è una macchina, che non funziona solo a succo di limone, non è meglio usarlo in quantità moderate tutti i giorni, cosicché il corpo possa assorbirne la giusta quantità che gli occorre realmente, beneficiando di tutte le sue fantastiche qualità? E magari alternandolo con le altre ventimila buone abitudini?  Sono una fan del limone, ma niente fa male o bene a priori, bisogna saperlo usare. È vero che il limone nell'insalata ha meno calorie dell'aceto e che aiuta l'assorbimento del ferro contenuto nei vegetali. Ma è anche vero che limita l'assunzione di tutti gli altri nutrimenti. Per non cadere in errori alimentari basta usarlo una volta sì e una no. L'equilibrio è sempre la miglior soluzione.

Umberto Veronesi inserisce il limone nelle file dei cibi più utili per la prevenzione di qualsiasi tipo di cancro. E direi che ci possiamo fidare. Ma non solo, il limone ci aiuta anche a combattere le infezioni batteriche, i funghi, la depressione, lo stress, i parassiti interni, i vermi, ci depura, ci disintossica, riduce la cellulite eccetera. In altre parole, le patologie che potrebbero migliore con l’uso quotidiano del limone sono numerose, ci si potrebbe scrivere una enciclica. Ovviamente bisogna usare limoni non trattati, consumarli alla giusta maturazione e utilizzarne il succo nel più breve tempo possibile.

Il dubbio sta nel come e quanto limone usare. Sono cresciuta con la convinzione che il limone fosse un astringente, di conseguenza poco consigliato a chi soffre di stipsi. Sbagliato. In realtà se usato la mattina a digiuno aiuta la regolarità intestinale. Tutti almeno una volta abbiamo placato il bruciore di stomaco con un bicchiere di acqua e limone, ma non lo consiglieremmo mai a chi soffre di gastrite. Giusto? Ni. Molti sostengono che a causare l’acidità e il senso di fastidio in soggetti con gastrite non sia il limone in sé, ma piuttosto l’accostamento con altri cibi. Per questo motivo è consigliato bere il succo di limone a digiuno o almeno mezz’ora prima dei pasti. A mio modesto parere l’impatto sul corpo è soggettivo, non tutti gli organismi reagiscono nella stessa maniera. Per esempio, in linea generale ci hanno insegnato che il caffè fa aumentare il mal di testa. Eppure non sono pochi a sostenere il contrario. Basta imparare ad ascoltare il proprio corpo.

In più siti web ho letto di gente che fa delle vere e proprie terapie con il succo di limone. In linea di massima il periodo di cura va dai sette ai ventuno giorni, durante i quali si aumenta gradualmente la quantità di succo di limone da ingerire, per poi diminuirla nuovamente. Quando ho scoperto che c’è gente che arriva a bere il succo di più di dieci limoni al giorno sono rimasta a dir poco stupita. Ok, lo fanno per un periodo limitato, è difficile, oserei dire coraggioso, ma la vera domanda che mi pongo è la seguente: il nostro corpo è in grado di assorbire una simile quantità di succo? Se è sì, a che prezzo? Quali sono i reali benefici di tutto questo limone nello stomaco? Non lo posso sapere con certezza perchè non ho mai fatto un esperimento simile, e non sono così coraggiosa da provarci. Tuttavia, a rigor di logica, se il corpo è una macchina, che non funziona solo a succo di limone, non è meglio usarlo in quantità moderate tutti i giorni, cosicché il corpo possa assorbirne la giusta quantità che gli occorre realmente, beneficiando di tutte le sue fantastiche qualità? E magari alternandolo con le altre ventimila buone abitudini?

Sono una fan del limone, ma niente fa male o bene a priori, bisogna saperlo usare. È vero che il limone nell’insalata ha meno calorie dell’aceto e che aiuta l’assorbimento del ferro contenuto nei vegetali. Ma è anche vero che limita l’assunzione di tutti gli altri nutrimenti. Per non cadere in errori alimentari basta usarlo una volta sì e una no. L’equilibrio è sempre la miglior soluzione.

 

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