Allarme meduse, consigli di primo soccorso

  • Medusa

Il nostro mare diventa anno dopo anno sempre più caldo creando l’ambiente adatto per la riproduzione delle fastidiose meduse. Anche nel 2015 si sono registrate temperature abbondantemente sopra la media che hanno portato un affollamento di diverse specie di meduse nei nostri mari. La colpa di questo sovraffollamento non è dovuto solo al surriscaldamento ambientale, ma anche alla pesca intensiva che elimina i predatori naturali di questi animali.

La maggior parte delle specie di meduse avvistate nelle nostre coste non presentano un reale pericolo per l’uomo, anzi, in alcuni casi sono la migliore testimonianza della salute del nostro mare. Come è già successo nel 2014, anche quest’anno nel mese di aprile si è registrato un boom di meduse “velella velella” soprattutto sulle coste della Calabria (Tropea) e della Sardegna. Questo tipo di medusa galleggia in superficie e presenta un colore blu intenso, non è urticante per l’uomo ma per precauzione si consiglia di evitare di strofinarsi gli occhi dopo averla toccata con le mani.

Tuttavia, dopo l’ampliamento del Canale di Suez, il rischio che le correnti trasportino fino alle nostre coste specie di meduse giganti e altre specie invasive tropicali molto pericolose per l’uomo, mette in allarme gli scienziati di 40 Paesi. Tra queste la temutissima medusa Rhopilema, già avvistata nei mari europei, sia in Gran Bretagna che a Malta, e ora si teme possa arrivare molto presto anche in Sicilia. Questa medusa ha una dimensione imponente, può raggiungere il metro e mezzo e pesare anche 50Kg. Ma a preoccupare non sono le dimensioni di questa razza marina, ma  piuttosto la sua puntura molto dolorosa. In Israele la Rhopilema ha provocato enormi danni al turismo, alle centrali elettriche e agli impianti di desalinizzazione, e non c’è ragione di credere che questo non possa accadere anche in Italia. Gli scienziati incitano le autorità ad intervenire immediatamente e non aspettare inermi il primo avvistamento, perché a quel punto sarà già troppo tardi.

In ogni caso se si è venuti a contatto con una medusa è bene conoscere alcuni consigli per effettuare un primo soccorso e lenire il dolore.
1-  La zona colpita deve essere lavata solo ed esclusivamente con l’acqua di mare in quanto quella dolce non farebbe altro che aumentare i sintomi;
2-  Non strofinare per evitare il rischio di far penetrare e diffondere nell’organismo la sostanza urticante;
3-  Un buon metodo di primo soccorso può essere quello di tamponare con la sabbia calda la zona interessata senza strofinare;
4-  Se ci sono frammenti di tentacoli bisogna rimuoverli senza lacerare i tessuti, quindi evitare pinzette e simili e optare per l’acqua di mare, meglio ancora se mischiata con del bicarbonato;
5- Un ottimo consiglio è quello di portare in spiaggia un gel astringente al cloruro di alluminio in quanto la sua applicazione immediata lenisce il prurito e blocca la diffusione delle tossine;
6- Tenere sotto controllo il soggetto per molte ore perché nei casi più gravi potrebbero presentarsi episodi di eccessiva sudorazione, confusione, mal di testa, nausea, vertigini,  vomito eruzioni cutanee estese in tutto il corpo. In situazioni simili bisogna chiamare il 118 in quanto il soggetto potrebbe entrare in shock anafilattico.

 

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